Proposta di studio: le prime 10 mosse.

Re: Proposta di studio: le prime 10 mosse.

Messaggiodi neuronin il 18/12/2009, 11:29

Ciao!
Ragazzi, molto interessante questa discussione. Non riesco a trattenermi dal rispondere a mia volta!
Ho trovato il discorso sulle forme stabili e flessibili estremamente interessante e lo inserirei come ingrediente nell'analisi che stiamo valutando di fare.
Anche la questione della pace e della guerra, assolutamente.

Vorrei però proporre una visione un po' più terra-terra. Lo so che sono un prosaico ma il mio problema è che le questioni di efficienza sono un po'... troppo sottili per me. Voglio dire, i miei problemi soliti sono vita e morte dei gruppi, che se vuoi sono sempre una questione di efficienza, ma a un livello molto più grossolano. I problemi di efficienza che dice Emi mi danno l'idea di essere limature di 2-3 punti. Ma le partite che gioco normalmente finiscono nel 90% dei casi per abbandono perchè sono morti gruppi da 20 pietre. E quelle volte che arrivo a contare il divario è difficilmente meno di 15 punti.
Non so, non voglio disprezzare il ragionamento, è sicuramente un concetto fondamentale, ma ho la sensazione che sia un po' prematuro per me.

Riguardo il discorso dell'apertura, ho letto in giro filosofie opposte. C'è chi dice che è la parte più importante della partita e ci sono professionisti (Cho Chikun per esempio) che spendono la maggior parte del loro tempo all'inizio a pianificare... però lì parliamo di gente che a partire dall'apertura sa (intra)vedere il fine gioco! Io non vedo neanche fino alla mossa 12. Ci sono anche quelli che invece dicono "no plan in the opening" per dare enfasi al discorso della flessibilità e della capacità di seguire il flusso della partita senza restare aggrappati alle proprie aspettative. Ma questo vuol dire giocare a caso? Ma a me capita che un errore in apertura si protragga per tutta la partita. Esempio tipico: un moyo delineato così bene che senza accorgermene diventa subito grande come la Cina e solido come il granito. In questi casi c'è stato evidentemente un momento in cui ho mancato di giocare una mossa urgente, o per evitare che il moyo si formasse o per invadere o per ridurre. Ma se ho mancato questa mossa è principalmente perchè non mi sono accorto di una data sinergia che andava formandosi. Ce l'ho ben chiara questa situazione perchè una partita del genere mi è capitata ieri. E ho la sensazione che il momento magico di intervenire l'ho mancato nelle prime 15 mosse.

In altre parole, io vedo un altro discorso che va in parallelo alle visioni sull'apertura che ho detto. Ed è quello che mi piacerebbe sviluppare in quest'analisi che ho proposto qui. E' il discorso della mappa e del percorso. Cioè, possiamo disquisire quanto vogliamo di quanto sarebbe bello camminare in pianura anzichè in salita piuttosto che all'asciutto anzichè sulla neve e che se devi tirare una pietra è meglio farlo dall'alto verso il basso che non viceversa. Ma se non sappiamo com'è fatto il terreno, dove sono i dislivelli, dov'è bagnato o asciutto, e dove sono le pietre non sapremo mai come tracciare il percorso sul terreno.

Applicando l'esempio al go, io vorrei prendere in esame le varie posizioni, partendo dall'inizio e dalle più comuni, e individuare quali sono i loro punti deboli, le loro sinergie e quali proseguimenti predispongono. Indubbiamente l'avversario introdurrà le sue scelte e cercherà di interrompere le sinergie, ma almeno abbiamo gli strumenti per impostarle e per capire quando vengono spezzate (o per capire quando l'avversario prova a impostarle e come fare a ostacolarle).
Io penso che nell'apertura vadano seguite entrambe le filosofie che ho riportato prima: il piano e il non-piano. Ovvero ogni pietra che piazzi devi cercare di piazzarla in modo che lavori meglio possibile con quelle già presenti (e questo è come fare un piano a posteriori) ma attuando sacrifici e cambi di direzione nel momento esatto in cui conviene farlo.

Esempio pratico, per fare il quale prendo a spunto il joseki che ha postato Emi. In quel joseki ci sono due opzioni alla fine: estensione stretta e salda o estensione larga e più flessibile? Quale che sia la tua scelta, non puoi farla da sola. Se fai un'estensione lunga poi devi avere sempre bene in mente che lì hai una debolezza di forma e che non ha senso farla se sei in mezzo a gruppi forti di nero e che inoltre dovrai cercare di tenere lontani eventuali combattimenti da quella debolezza. E il motivo è che altrimenti sarà molto probabile che nello svolgimento della battaglia l'avversario si trovi in condizione di fare una mossa che minacci contemporaneamente due gruppi. Nella migliore delle ipotesi sarà un kikashi che lo porterà avanti nella battaglia, nella peggiore delle ipotesi sarà la morte di uno dei due gruppi. Se invece fai un'estensione salda, devi tenere a mente che lì hai una roccaforte e che per sfruttarla devi cercare di impedire che i gruppi avversari vicini si stabilizzino.

Concordo con Lapis, proviamo a fare un discorso molto generale, poi magari approfondiamo dove troviamo che serve o aggiustiamo il tiro strada facendo.

Ho scritto molto e spero di non aver annoiato nessuno,
ma soprattutto spero di essere riuscito a spiegare quello che intendo :)

A voi!
n3u.
neuronin
 
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Re: Proposta di studio: le prime 10 mosse.

Messaggiodi Lapis il 21/12/2009, 19:11

Beh.. allora proviamo ad iniziare ad abbozzare qualcosa e vediamo cosa ne salta fuori.
Da dove vogliamo iniziare?
La vita è come una partita di Go le cui regole sono state inutilmente complicate.

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Lapis
 
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